Christine Lagarde

 

La Coco Chanel della Finanza. Tra eleganza e rigore.

 Laureata in giurisprudenza, presidente di uno dei più prestigiosi studi legale del mondo, ministro dell’economia, divorziata, due figli, vegetariana, astemia, appassionata di yoga, nuoto, immersioni e giardinaggio.

Amante della moda, del cioccolato e del buon sesso over 60.

No, non è la biografia di una wonder woman moderna, ma di una donna, Christine Lagarde, che con la sua cultura cosmopolita, la battuta di spirito sempre pronta e grande determinazione, si trova a gestire una situazione economico-finanziaria internazionale molto complessa, dimostrando di saper navigare in acque tempestose con sicurezza ed eleganza: due caratteristiche che l’hanno sempre contraddistinta.

Classe 1956 Christine Madeleine Odette Lallouette ne ha fatta di strada.

Partita dalla cittadina di Le Hauvre in Normandia, secondo la rivista Forbes è la terza donna più potente del mondo, è stata la prima donna a dirigere il prestigioso studio legale Baker & Mckenzie, prima ad essere nominata Ministro dell’Economia e delle Finanze sotto la presidenza di Nicolas Sarkozy e prima direttrice generale del Fondo Monetario Europeo.

Una donna mai incline ai giochi di potere o alle trattative di partito, fiera di aver scalato la sua carriera senza passare dai corridoi più stretti della politica

Una donna dai tanti primati non soltanto lavorativi.

 

Anche se più volte ha dichiarato di non voler essere un modello da seguire per le altre donne ma uno stimolo per farci dire “un giorno anche io potrò diventare…”, la Lagarde ci insegna a non rinunciare mai alle nostre ambizioni, a non lasciare in nostri sogni e le nostre aspirazioni chiusi a chiave in un cassetto e di farsi largo nell’intricata a complessa routine quotidiana trovandosi degli alleati, senza mai dimenticarci del proprio valore.

Si è sempre battuta affinché il ruolo e l’autorevolezza delle donne venga riconosciuto universalmente, ricordando sempre che quando era la presidente dello studio legale Baker & Mckenzie i clienti giapponesi credevano fosse la segretaria di qualcuno e le chiedevano sempre di preparare il caffè.

Un aneddoto che racconta spesso durante le sue interviste e che dovrebbe al tempo stesso farci riflettere.

La Lagarde ci racconta anche come occorra tenere conto della vita personale all’interno del proprio percorso lavorativo spiacendosi del fatto che, quando si tratta di fare una rinuncia, molto spesso sia ancora la donna a dover fare un passo indietro.

Ciò non toglie che forse l’impossibile non è poi così impossibile in quanto in un agenda fitta come la sua abbia avuto il tempo per tre relazioni importanti e due figli.

Certo è che ci viene da chiederci come si faccia a fare proprio tutto.

Quella della Lagarde è una storia che ha dell’incredibile; è la riprova di quanto noi donne possiamo essere forti, competitive nello spietato e maschilista mondo del lavoro e allo stesso tempo goderci appieno la propria vita cercando di rinunciare al meno possibile.

Questa donna ha sicuramente molto da insegnarci, da ultimo ma non meno importante, ad accettarci per come siamo, ad allearci con il tempo che passa senza nascondere nulla, tanto meno i capelli bianchi, diventati insieme al completo Chanel e al filo di perle il suo marchio di fabbrica.

Insegnandoci che non bisogna solo fare centro nella vita, ma bisogna anche distinguersi.

 

Mariolina

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