Il regalo perfetto. Tra moda e rivoluzione.

Icona simbolo della città di Parigi, di artisti, gruppi armati. Lo hanno indossato tutti, da Picasso a Che Guevara, da Hemingway a Lady Diana.

Rianimato dal fondo dell’armadio circa un anno fa dai grandi nomi della moda come Gucci e Dior, il basco, cappello più famoso è tonato finalmente di moda.

Prende il nome dai contadini dei Paesi Baschi, primi ad utilizzarlo di cui tutt’ora copri capo nazionale.

Sicuramente molto retrò, piuttosto bohémien e decisamente molto francese. Con la sua allure e quel pizzico di nostalgico animo vintage, sta vivendo un vero e proprio revival.

Ostentatamente maschile, fatto da lana o feltro, con i bordi che si stringono sui lati e il corpo un po’ floscio, entra nella storia della moda femminile e stravolge quello che è il concetto di femminilità, diventando poi un classico, un irrinunciabile, tornato sotto le luci della ribalta.

Immancabile perché caldo, da portare rigorosamente inclinato, versatile perché si abbina sia per i look casual, sia per quelli più eleganti. Ma qual è il segreto del suo fascino intramontabile?

E’ di fatto un cappello che era già in auge all’età del Bronzo.

Dopo il 400 d.c. si diffuse in tutta Europa e manteneva costante il materiale d’utilizzo, il feltro, molto diffuso e facile da trovare, economico e molto caldo.

Per queste sue qualità veniva usato da chi faceva lavori manuali all’aperto inclusi pittori e ritrattisti, come ci mostrano i numerosi autoritratti del pittore olandese Rembrandt e del francese Renoir.

Assunse in seguito un significato politico e militare. Indossato blu dall’esercito scozzese, rosso dai ribelli spagnoli carlisti.

Reso simbolo per eccellenza della rivoluzione dal leader cubano Fidel Castro e da Ernesto Che Guevara e in Italia comunissimo cappello usato dalla classe operaia, celebre quello indossato dal leader socialista Pietro Nenni.

Ma non solo rivoluzione. Il basco è stato anche simbolo del mondo dell’arte. Dai primi anni Venti del Novecento si diffuse a macchia d’olio tra pittori, cantanti, scrittori da Edith Piaf a Marlene Dietrich da Lauren Bacall a Dizzy Gillespie.

Protagonista anche durante la corrente cinematografica francese della Nouvelle Vague e simbolo dello scandalo negli anni Novanta grazie a Monica Lewinsky in una foto in cui appare con il presidente Clinton.

Decaduto un po’ agli inizi del nuovo millennio tornò irriverente con grande clamore nello spettacolo dell’intervallo del Super Bowl del 2016 sulla testa della cantante Beyocé. E fu di nuovo il grande protagonista.

Oggi è quell’accessorio non troppo pensato di seduzione. Un cappello Bon Ton da passeggio che viene indossato da donne dal carattere forte senza dimenticare quella vena nostalgico romantica e allo stesso tempo ribelle. Diventato il simbolo del gusto chic e raffinato di Parigi.

E se per quest’anno non sapere cosa mettere sotto l’albero di Natale vi consiglio di farvi un giro nei tanti negozietti sparsi ad ogni angolo di Parigi ed acquistarne uno… o più di uno, visto il ventaglio dei tanti colori. E se avete qualche dubbio su come indossarlo fate un salto indietro al 1926 ai tempi di Biarritz e di Coco Chanel e copiate come l’avrebbe messo lei, così sarà impossibile sbagliare!

Mariolina

 

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