C’era una volta un paese dove dalle intercapedini dei muri a secco facevano capolino piccoli fichi d’india,

dove una vedova anziana nel suo abito scuro rientrava a casa colma di spesa recitando litanie,

dove ogni sera, nella piazza principale, si ritrovava un capannello di uomini dalla pelle segnata dal sole e dal sale a discutere di chissàmaicosa,

dove Mario nel semibuio della sua piccola bottega intrecciava cesti di vimini,

dove le granite sapevano di melone, pesca, mandorle,

dove il mare calmo e lento si specchiava neglio occhi estasiati di una giovane donna, lasciandosi rimirare nei suoi colori così mutevoli, schiudendo piano la propria bellezza segreta, come le ali di un pavone.

Ed erano mille blu e mille azzurri differenti…