Les Doigts de l’Homme al New Morning!

« Le vrai tombeau des morts, c’est le cœur des vivants » ( ” la vera tomba dei morti è il cuore di vivi”). È questa citazione di Jean Cocteau che ha ispirato il titolo del nuovo album di Les Doigts de l’Homme, Le cœur des vivants.

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Ce l’ha raccontato Olivier, chitarrista e leader del gruppo, che abbiamo avuto l’occasione d’intervistare appena prima dello spettacolo al New Morning, una delle più rinomate sale concerti di Parigi, nel X arrondissement. Il luogo ideale per presentare al pubblico il loro 6′ album.

Sono trascorsi 15 anni dalla nascita del gruppo, inizialmente composto da due chitarristi, Olivier Kikteff et Yannick Alcocer, e dal contrabbassista Tanguy Blum. In seguito si sono aggiunti un altro chitarrista, Benoit Convert e un percussionista, Nazim Aliouche.

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Da allora hanno partecipato a 700 concerti e à tournées che li hanno portati in giro per l’Europa ma non solo, anche negli Stati Uniti e in Canada.

Fin da subito Les Doigts de l’Homme hanno saputo conquistare il favore del pubblico e della critica grazie a un repertorio vario che risente dell’influenza della musica zigana, del country et del swing, senza dimenticare il jazz manouche che ha segnato l’inizio della loro carriera:

  • È un mix di stili che ci caratterizza, non uno solo – precisa Olivier.

In effetti, sarebbe restrittivo etichettarli come “gruppo manouche”, ma è pur sempre vero che il loro album 1910, in omaggio al padre del jazz manouche, Django Reinhardt, li ha resi noti negli Stati Uniti, dove hanno ottenuto un grande successo.

  • Gli Americani sono degli appassionati di Django. Provano un vero entusiasmo nei suoi confronti perché è una musica autentica, che viene dal cuore.

E a proposito di Django, il Festival di jazz a Samois-sur-Seine, nato nel 1983 in omaggio all’ “éclair aux trois doigts” (il “lampo a tre dita”, in riferimento a un incidente che gli compromise l’uso di tre dita della mano sinistra), è uno dei ricordi più emozionanti per Olivier:

  • La prima volta che ci sono stato avevo 28 anni e mi ricordo che ero circondato da innumerevoli musicisti di jazz manouche. È stato formidabile, indimenticabile!

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Nel corso degli anni, Les Doigts de l’Homme hanno partecipato a grandi eventi musicali come Il Festival Jazz a Vienna ma anche a serate più informali come succedeva agli inizi della loro carriera, quando suonavano nei cafés- concerts bretoni. Olivier ci confessa che ama entrambe le situazioni:

  • Ci piace alternare. Suonare nei bistrots è bello per il contatto con il pubblico ma spesso è molto rumoroso. D’altra parte, quando siamo in concerto in grandi sale come l’Olympia, è estremamente eccitante ma il fatto che il luogo sia simbolico non aggiunge nulla alla nostra performance.

A questo punto l’intervista è finita, i cinque musicisti vanno a prepararsi e noi aspettiamo intrepidi la loro esibizione. Al New Morning si respira un’aria piuttosto intima, anche perché i posti a sedere sono vicini al palco, il che crea un’atmosfera rilassata, amichevole.

Ad aprire la serata, il musicista egiziano Mohamed Abozekry ci fa viaggiare lontano nel tempo e nello spazio suonando l’oud, strumento a corde tipico dei paesi arabi e turchi.

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In seguito, è la volta di Les Doigts de l’Homme di salire sul palco: 50 dita che scivolano veloci, con una grande padronanza e un incontestabile talento. Ci deliziano suonando 17 pezzi, dai più allegri e frenetici come Mumbo Jumbo ai più intimistici e malinconico come Indifférence. Si tratta di composizioni che riflettono vari stati d’animo, in cui ogni musicista contribuisce con la sua personalità: il risultato è vario, insolito e sorprendente.

Il pubblico del New Morning è conquistato e accoglie con entusiasmo il nuovo pezzo, Le cœur des vivants, un disco in cui “c’è molta storia” ci aveva avvertiti Olivier.  Questo album, realizzato dopo un periodo di pausa, si distacca dai precedenti e ci affascina per la vivacità, il ritmo incalzante e l’eterogeneità.

Questi cinque musicisti originari dell’Ardèche non solo hanno talento ma sono anche simpatici e si divertono a scambiare battute con il pubblico in sala, fra un pezzo e l’altro.  Musicisti e spettatori sono a loro agio, come se stessero partecipando tutti insieme a una jam session collettiva.

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Dopo due ore di concerto non vorremmo lasciarmi andar via, ma siamo sicuri di rivederli presto. D’altronde, alla domanda “Qual è il vostro sogno per il futuro?” Olivier aveva risposto:

  • Suonare il più a lungo possibile per il pubblico.

 

Fiorella

 

Se volete leggere l’articolo in francese, cliccate qui. 

 

Sito internet: http://www.lamastrock.com/les-doigts-de-l-homme/

Pagina facebookhttps://www.facebook.com/pg/LesDoigtsDeLHomme/about/

Sito New Morning: http://www.newmorning.com

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