Jean Paul Gautier Au Revoir.

Non è impresa semplice mettere da parte cinquant’anni di carriera.

Lo sa bene Jean Paul Gautier, l’eccentrico enfant terrible della moda che mercoledì 22 gennaio ha chiuso, con la sfilata al Theatre du Châtelet di Parigi il capitolo più importante della sua vita.

C’erano proprio tutti a celebrare il ritiro di questo genio indiscusso; una bambola gonfiabile, la top model Gigi Hadid vestita da marinaio, Dita Von Teese con un abito a bustino tenuto insieme da cinghie nere, l’ex première Dame Carla Bruni, Boy George.

E tra i numerosi altri ospiti famosi c’era anche l’amica di sempre Amanda Lear, ottanta anni suonati (pare), che ha catalizzato l’attenzione di tutti i presenti calcando la passerella con degli slip neri, calze velate e labbra rosse fuoco.

Un’ora di puro spettacolo e divertimento per salutare tutti coloro che ha incontrato, chi per un motivo, chi per l’altro, il suo percorso.

Gautier è stato senza dubbio un rivoluzionario e un visionario nella storia della moda del Novecento, diventando un marchio riconoscibile grazie alle sue creazioni eccentriche ma ricercate.

Un annuncio, quello dell’addio, arrivato a mezzo social qualche giorno prima della sfilata della haute couture primavera/estate 2020.

Nato e cresciuto nei sobborghi di Parigi si fece largo nel mondo della moda inviando fin da giovanissimo i suoi bozzetti direttamente agli stilisti. Questa sua audacia venne notata prima di tutto da Pierre Cardin, affermato couturier all’apice della carriera, che dopo averlo assunto come suo tirocinante, diede il via alla sua scalata inarrestabile tra le grandi griffe.

Il suo talento lungimirante lo portò a collaborare con moltissime star da Madonna a Marylin Manson, da Kyle Minouge a Mylène Farmer, creando per loro capi iconici entrati nella leggenda. Nel mentre organizza sfilate di uomini in gonna e kilt che chiama breavehearts Men in skirts.

Le sue creazioni arrivarono anche al cinema. Disegnò i costumi per “il quinto elemento” di Luc Besson e anche per molti film di Pedro Almodòvar e Jean Pierre Jeunet.

Famosissimo anche per avere un discreto “naso”. La sua linea di profumi è anch’essa molto popolare. Il suo primo profumoClassique, una fragranza floreale-orientale per donne, fu messa in commercio nel 1993, seguita da Le Mâle, per uomo. Entrambi ebbero molto successo e Le Mâle rimane ancora oggi uno dei profumi per uomo più venduto in Europa.

Insomma questo sipario che cala su un uomo profondamente ispirato è un duro boccone da ingoiare, ma possiamo solo sperare che questa fine sia solo l’inizio di altro, quindi au revoir Jean Paul!

Mariolina

 

 

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