Skip to main content
Arte e mostre (paris)

LO STUDIO LEVIN

 

 

studio levin

© Ministère de la Culture – Médiathèque du Patrimoine, Dist. RMN-Grand Palais / Sam Lévin

A Gentilly, a sud di Parigi, la Maison de la photographie Robert Doisneau ha appena inaugurato una mostra che rende onore alla storia dello Studio Lévin. Questa istituzione possiede la più ricca collezione fotografica d’Europa: 250.000 negativi che ripercorrono tutta la sua carriera. Lo studio Lévin è nato nel 1934 in un appartamento della via Saint Georges, nel IX arrondissement di Parigi: qui Sam Lévin, fotografo ritrattista di origini russe, iniziò a lavorare con Lucienne Chevert, dando vita a una collaborazione destinata a durare mezzo secolo.

Sam Lévin et l¹actrice Gina Lollobrigida, sans date © Sam Lévin

© Ministère de la Culture – Médiathèque du Patrimoine, Dist. RMN-Grand Palais / Sam Lévin

L’estetica delle prime fotografie si ispira al mondo del cinema degli anni Trenta, sfruttando un sottile gioco di luci e ombre ed esaltando i volti con un uso sublime del bianco e nero. Fin da subito, l’atelier Lévin divenne il punto di riferimento delle celebrità:

attori, cantanti e modelle erano attratti dalla professionalità della coppia Lévin- Chevert.

Considerata l’epoca, sarebbe anacronistico parlare di ritratti personali: in effetti, si tratta di

foto in cui i protagonisti interpretano un ruolo, ben consapevoli del fatto che quei negativi saranno pubblicati nelle riviste e che quindi trasmetteranno una determinata immagine al pubblico.

Mai nessuno è rimasto deluso dall’esperienza di una seduta fotografica da Lévin. Basta citare, fra i nomi dei clienti più celebri, Burt Lancaster, Catherine Deneuve, Claudia Cardinale, Romy Schneider, Sophia Loren, Gina Lollobrigida. Senza dimenticare la star per eccellenza, Brigitte Bardot, di cui gli archivi Lévin conservano circa 4.000 negativi. Si racconta che ogni volta che l’attrice si presentava all’atelier, Sam Lévin era solito accoglierla con un fiore e un calice di champagne.

Ben presto la fama dello Studio Lévin aumentò e nel 1937 l’atelier si trasferì nella via Faubourg Saint- Honoré.

Martine Carol, sans date © Sam Lévin

© Ministère de la Culture – Médiathèque du Patrimoine, Dist. RMN-Grand Palais / Sam Lévin

L’anno 1948 segnò una svolta nella storia dello Studio, grazie alla collaborazione con Unifrance: Lévin divenne allora il principale fornitore di immagini e consolidò così il suo rapporto con il mondo del cinema che Unifrance- Film promuoveva all’estero. Per di più, un progetto con la società Barclays (per la quale Lévin realizzava le immagini per le custodie dei dischi) e la costruzione di un’immensa struttura a Boulogne- Billancourt (gli Studios internationaux de photographies) trasformarono gli anni Cinquanta e Sessanta nell’età d’oro dello Studio Lévin. Questo fu anche il periodo delle prime fotografie a colori e di un’evoluzione nella concezione del ritratto: infatti, come si può  constatare al primo piano della Maison de la Photographie, fu realizzata una serie di fotografie in cui si metteva in evidenza il movimento dei corpi, mentre in passato l’attenzione si era focalizzata sui volti.

 

Sylvie Vartan, sans date © Sam Lévin

© Ministère de la Culture – Médiathèque du Patrimoine, Dist. RMN-Grand Palais / Sam Lévin

Nel corso degli anni, lo Studio Lévin rimase fedele a una forma di minimalismo che fu la sua marca di fabbrica. Era essenziale far emergere l’unicità di ogni cliente, valorizzando la sua personalità. Un merito di Lévin e di Chevert è di essere riusciti a reinventarsi per stare al passo coi tempi. Il loro talento era riconosciuto, tuttavia erano consci del fatto che le loro fotografie, prima di essere opere d’arte, dovevano rispondere alle esigenze del mercato e alla committenza. Ancora oggi, molte immagini simboliche del mondo del cinema sono una creazione dello Studio Lévin, filtrate dallo sguardo attento di questi due grandi fotografi. E’ l’occasione di (ri)scoprirli, attraverso due piani di fotografie per lo più inedite.

 

Informazioni pratiche

 

  • Dove: 1, rue de la Division du Général Leclerc, 94250 Gentilly
  • Quando: dal 17 giugno al 25 settembre
  • Orari: dal mercoledì al venerdì 13h30- 18h30- sabato e domenica 13h30-19h. Chiuso i giorni festivi
  • Come arrivarci: RER B, stazione Gentilly-  bus N° 57, V5, fermata Division Leclerc- bus N° 125, fermata Mairie de Gentilly- tram T3, fermata Stade Charlety- Boulevard Périphérique, uscita Porte de Gentilly
  • Tel: +33 (0) 1 55 01 04 86
  • Sito internet:  maisondoisneau
  • ENTRATA LIBERA

Se volete leggere la versione in lingua francese dell’articolo cliccate qui Maison de la photographie Robert Doisneau et le Studio Lévin

Fiorella

Una milanese a Parigi