Henri Cartier Bresson a Milano!

Henri Cartier-Bresson e gli altri. I grandi fotografi e l’Italia

WILLIAM KLEIN_ROMA, 1956

Sino al 7 febbraio 2016, Palazzo della Ragione ospita la mostra “Henri Cartier-Bresson e gli altri. I grandi fotografi e l’Italia”, seconda tappa del ciclo “Italia Inside-Out”, promosso e prodotto anche dal Comune di Milano-Cultura, nell’ambito delle celebrazioni collegate a Expo 2015.

Si tratta di un vero e proprio percorso per immagini alla ri-scoperta del Belpaese, inaugurato a marzo 2015 con le opere di importanti fotografi italiani (Inside) e completato oggi con le suggestioni restituite dallo sguardo che autori internazionali (Out) hanno posato sul nostro paese nel corso dei loro viaggi.

Prima di dedicarci alle opere esposte, una doverosa parentesi sulla location che ospita la mostra, Palazzo della Ragione. L’edificio fa parte del complesso di palazzi che circondano Piazza Mercanti, oggi isola pedonale a pochi passi dal Duomo ma che, tra il 1228 ed il 1251, svolgeva funzioni di Broletto, vale a dire la piazza in cui veniva amministrata la giustizia. SEBASTIAO SALGADO, TRAPANI,1991

Al centro della piazza si trova Palazzo della Ragione, originariamente detto “delle Ragioni”, perché qui si riunivano i giudici per rendere ai cittadini “ragione” civile e penale. L’edificio, oggi spazio espositivo interamente dedicato alla fotografia, è illuminato da sei grande trifore, incorniciate da un caratteristico arco in laterizio, inserti di marmo e cordonatura in cotto.

Nella parte alta del Salone sono ancora parzialmente visibili iscrizioni gotiche e un suggestivo corteo di cittadini, soldati e scudi triangolari con i simboli delle porte milanesi; e ancora gesti di pace quasi a dirimere conflitti tra guelfi e ghibellini o tra Torriani e Visconti.

Mi piace pensare che l’esposizione parta proprio da quelle immagini, dagli intrighi di palazzo che si sono consumati all’ombra di queste mura e dalle lotte di potere che ne sono scaturite. Anch’essi caratteristici di un’Italia alla continua ricerca di stabilità e identità, culturale oltre che politica, in cui gli invasori quasi sempre hanno finito per essere a loro volta conquistati ed addomesticati.

ITALY. Tuscany. Livorno. 1933.

ITALY. Tuscany. Livorno. 1933.

Dagli affreschi lo sguardo passa poi a lucide installazioni di metallo sospese al soffitto, che come piccole astronavi riportano l’attenzione al presente e accompagnano il visitatore all’ingresso del percorso espositivo.

L’esposizione si apre sugli scatti di Henri Cartier-Bresson che fissa nel suo obiettivo scene di reale e spesso desolante quotidianità; anima astratta di un’Italia povera di mezzi ma ricca di vitalità ed entusiasmo. Immagini dominate dalla luce che, filtrando inaspettata tra i tetti di palazzoni di borgata, incornicia e rende immortali visi e gesti di disarmante quotidianità.

Ed il viaggio prosegue nel tempo e nello spazio con il reportage di Robert Capa al seguito delle truppe americane durante la Campagna d’Italia del 1943, che ci ricorda un’Italia ferita e sofferente a cui però non manca mai la forza di sorridere e mettersi in posa; in cui piccoli e curvi contadini siciliani bisbigliano chissà cosa all’orecchio di giganteschi soldati americani.

David Seymour, Cuchi White, Herbert List, William Klein, Sebastião Salgado. L’elenco sarebbe lunghissimo e le lodi infinite per un lavoro che, anche attraverso la sperimentazione di linguaggi poco usati come il collage e di nuove tecnologie, racconta l’anima nascosta di città magiche e ci regala visioni oniriche ed a volte catastrofiche, come la Venezia- Atlantide sommersa dalle acque.

I solchi scavati da fatiche ataviche sui volti rugosi e arsi dal sole dei pescatori di tonno siciliani spiccano accanto a quelli che attraversano i set cinematografici di colossal d’altri tempi, ormai polverosi ruderi popolati di erbacce e animali randagi, e ci ricordano di quanto sia difficile ed a volte inutile opporsi al fluire del tempo.

ABELARDO MORELL, SAN MARCO, VENEZIA, 2006-2009Tra i curiosi scorci di varia umanità restituiti dall’occhio indiscreto della macchina fotografica non poteva mancare lo sport nazionale, il calcio giocato.

Ma non aspettatevi costosi stadi e muscolosi miliardari in calzoncini! Hans van der Meer è riuscito a catturare il calcio genuino, quello degli Amatori Zibido San Giacomo che sfidano le Vecchie Glorie Casorezzo, nel campionato Provinciale AISA. Brulli campi di periferia, circondati da campi e colline, in cui però a tutti può sembrare di poter riconoscere qualcuno di famiglia.

Il mio “quadro” preferito? E’ uno scatto di William Klein, in diretta dal traffico cittadino di una Roma degli anni 50. Una cartolina dell’italianità che non potrà mai tramontare, in cui basta qualche raggio di sole per decidere di mettersi l’abito delle feste e uscire a fare un giro in moto; le edicole sono ancora piene di pubblicità e giornali e fermarsi per far attraversare i pedoni … è sempre un gran seccatura!

  • Dove: Henri Cartier-Bresson e gli altri. I grandi fotografi e l’Italia. Palazzo della Ragione, Loggia dei Mercanti, Milano.
  • Costo del biglietto: da € 12.

 

Georgette

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