I famosi Macarons parigini!

Che mangino Macarons! Di Mariolina Sala

Alzi le mani che non ha mai sentito parlare di questi dolcetti!

Piccoli e preziosissimi scrigni di dolcezza, colorati e sensuali meringhe croccanti che avvolgono una morbida farcitura.

Chi non ha assaggiato almeno una volta nella vita uno di questi peccaminosi pasticcini che sono diventati, nel corso della storia, un’icona di stile ed eleganza nella gastronomia come nella moda e nel design?

Non esiste festa glamour, ricevimento importante, evento mondano in cui non vengano serviti nei modi più scenici ed opulenti questi “gioielli” della pasticceria francese.

Fino a qualche tempo fa i macarons erano destinati soltanto a una platea molto ristretta e selezionata di fini intenditori: oggi spopolano tra palati più golosi, fashion addicted, al punto di diventare una vera e propria icona di stile varcando persino i confini della moda, seducendo sitisti e fashion designer che hanno fatto dei macarons i protagonisti delle loro collezioni.

Ma qual è il segreto di un tale successo?

Tutto questo clamore lo si deve alla regista Sofia Coppola che attraverso il film “ Marie Antoniette” dipinge quell’universo barocco, colorato ed eccessivo della corte francese.

Attraverso una ricostruzione scenografica precisa dove abiti suntuosi, scarpe, gioielli e costose frivolezze si alternano a cascate e piramidi di dolciumi colorati, sensuali e peccaminosi, tra cui i raffinatissimi pasticcini.

Chi non se la ricorda Maria Antonietta capricciosa e voluttuosa addentare macarons?

Benché la loro origine francese sia la più comunemente riconosciuta, una teoria sostiene che la preziosa ricetta fu importata in Francia da Caterina de’ Medici e dai suoi pasticceri italiani, quando nel lontano 1533 sposò Enrico II di Francia. Probabilmente è proprio per questa discendenza italiana che portano questo nome, tanto simile al nostro “maccarone”!

 

In ogni caso, quel che appare certo, è che la prima versione dei macarons non corrisponde a quella di oggi. Parrebbe infatti che, i macarons così come li intendiamo noi, furono inventati all’inizio del XX secolo da Pierre Desfontaines, pasticcere della pasticceria Ladurée, che ancora oggi produce quelli che vengono considerati tra i macarons più buoni al mondo.

 

Pasticceria che aprì nel 1862 al 16 di rue Royale in uno dei quartieri della movida parigina, frenetica, salottiera, elegante e aperta all’intrattenimento.

 

Fiore all’occhiello e marchio di fabbrica sono le scatole in cui i macarons vengono riposti con cura. Lunga la liste delle collaborazioni per quanto riguarda gli, come lo stravagante Aiber Elbaz di Lavin e l’inglese Matthew Williams, per non parlare di Christian Louboutin.

Ma la macarons- mania non si ferma alle scatole; anche il designer della gioielleria Boucheron ha incontrato il famoso pasticcino e l’ha trasformato in una preziosa linea di gioielli chiamata “Tentation Macaron”. Per non parlare dei Macarons Hair che stanno spopolando su instagram. L’ultima tendenza in fatto di tingersi i capelli di vari colori resi celebri dall’ hair stylist Shelly Gregory di Las Vegas.

E cosa dire dei sgabelli a forma di forma di macarons?

Di solito gli sgabelli sono considerati complementi d’arredo sottovalutati e anche un po’ noiosi, ma in questo caso assistiamo ad un intrigante incontro tra food e design con una grande cura del dettaglio, che ha fatto sì che gli sgabelli della Makastool (ideate da Li-Ving) diventassero richiestissimi come elementi di arredo per appartamenti e locali alla moda.

Cosa aggiungere: questi dolci e raffinati pasticcini sono una vera prelibatezza da gustare lentamente, perché sono piccoli e ci vuole una certa grazia nel mangiarli; ecco perché piacciono tanto alle it- girls e alle donne del jet-set.

Albume d’uovo, farina di mandorle e zucchero sono gli ingrediente principali di questa meraviglia da 25 grammi che conta 100 calorie! (Caloria più caloria meno se lo si fa in casa).

Bellissimi da vedere, buona da gustare, chic da regalare, perfetti da offrire alle amiche.

In un blog dedicato a Parigi non poteva mancare di certo il suo dolce più rappresentativo.

 

Mariolina

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