La mostra Anatomie d’une collection al Museo Galliera

file-page2Quando si parla di storia del costume a Parigi, è inevitabile fare riferimento al Museo Galliera. Questo palazzo costruito a fine Ottocento, il cui stile architettonico s’ispira a Palladio, si trova di fronte al Palais de Tokyo, nel XVI arrondissement e ha appena inaugurato una nuova mostra, Anatomie d’une collection. Il museo in questione non delude mai le aspettative ma questa volta si è superato: non celebra uno stilista, né un’epoca della storia del costume, ma invita a percorrere tre secoli di moda, dal Settecento ai giorni nostri.

In particolare, ciò che stupisce ed è una novità per il pubblico di questo museo è di poter osservare indumenti e accessori che non solo appartengono a varie epoche ma che fanno riferimento a classi sociali diverse: in questo aspetto si può notare la scelta interessante e per nulla scontata di presentare capi d’abbigliamento appartenuti ad operai accanto ad abiti firmati Dior, Chanel, Balenciaga. Come se si trattasse di una mostra a più entrate in cui il filo conduttore è l’importanza dei corpi che hanno indossato gli indumenti. Nella stessa sala in cui sono esposti alcuni cappelli realizzati da Hubert de Givenchy per Audrey Hepburn ci sono anche dei pantaloni da lavoro di un Page1.jpg 6: un corsetto appartenuto alla regina Maria Antonietta attorno al 1780; un completo del re Luigi XVII; un gilet con maniche del principe ClaudeLamoral, splendido esempio di lusso aristocratico della metà del Settecento; il completo di membro dell’Istituto d’Egitto di Napoleone Bonaparte e un abito della sua prima moglie, l’imperatrice Josephine, in cotone d’India (a testimonianza del fatto che i divieti dell’imperatore non le impedivano di farsi consegnare questo tessuto dai nemici inglesi). Inoltre, un omaggio indiretto al mondo della pittura è dato dalla presenza di tre abiti indossati dalla sposa del Dottor Gachet, amico degli Impressionisti.

Page1.jpg 9Passando nella “Grande galleria”, l’attenzione è rivolta al legame che in passato s’instaurò fra alcuni stilisti e le loro clienti. Spesso si creava una forte complicità, come nel caso di Hubert de Givenchy e Audrey Hepburn: il vestito esposto nel museo incarna perfettamente la personalità dell’attrice americana e la sua eleganza sobria e armoniosa. Un’altra collaborazione unì il pittore surrealista Salvador Dalì e la stilista Elsa Schiaparelli, la cui celebre e alquanto stravagante creazione del cappello- scarpa, utilizzato come manifesto di questa mostra, fu portata da Gala, compagna di Dalì, nel 1937.

In seguito, la parte conclusiva dell’Anatomie d’une collection è dedicata ad alcuni prototipi delle sfilate: in questo caso i modelli non rispecchiano la personalità di chi li indossa, ma piuttosto si fanno portavoce di un messaggio e di un’idea di stile di una certa marca, come lo dimostrano il vestito della collezione “Barbès” di Jean- Paul Gauthier del 1984 e il cappotto della Maison Martin Margiela del 2009. Questa è senza dubbio un’occasione da non perdere per constatare la ricchezza delle collezioni del Museo Galliera e la molteplicità dei costumi e delle personalità che hanno segnato la storia della moda.

Informazioni generali

  • Dove: 10, avenue Pierre- 1er- de- Serbie, 75116 Paris Tel.: +33 156528600
  • Sito: palais galliera
  • Come arrivarci: Metro linea 9 Iéna o Alma- Marceau RER C Pont de l’Alma Bus 32, 42, 63, 72, 80, 82, 92 Vélib 4, rue de Longchamps- 1, rue Bassano- 2, avenue Marceau Autolib 1, avenue Marceau, 33 avenue Pierre- 1er- de- Serbie, 24 avenue d’Iéna
  • Orari: dal martedì alla domenica dalle 10 elle 18- Notturno i giovedì fino alle 21- Chiuso i lunedì e alcuni giorni festivi (martedì 5 luglio e la mattina di mercoledì 6 luglio)
  • Costo: intero 9 euro/ ridotto 6 euro/ gratuito per -18 anni Fino al 23 ottobre 2016

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Se volete leggere la versione in francese di questo articolo :

Anatomie d’une collection

Fiorella

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