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Ristoranti e locali (milano)

Ristorante ” Risoelatte”  a Milano..un tuffo nel passato!

E’ un anonimo sabato sera e i tuoi genitori hanno deciso di passarlo in compagnia di amici.
Ti ritrovi così coi gomiti su un tavolo in formica a fissare un mivar di 20 pollici mentre l’acqua bolle sotto l’occhio vigile della nonna Elsa.
L’acqua nella brocca, il carrello con gli amari per il dopo pranzo della domenica, la frutta nel vassoio in ceramica bianca, il parmigiano già grattugiato nella formaggiera, le rosette nel cestino (piano piano azzannate intanto che passa il tempo) e Lei in cabina di regia che prepara il riso e latte (​che Cracco levati!) e tu non vedi l’ora che arrivi e sai che mangerai tutto (e anche di più) e fingerai di non vedere gli occhi increduli di tua madre quando verrà a sapere che dalla nonna pulisci il piatto mentre a casa affronti un piatto di pasta come  ​Kate Moss a dieta. 
Ecco da Risoelatte (Via Manfredo Camperio 6, Zona Cordusio) l’effetto “madeleine de Proust” è ad alta probabilità nel panorama meneghino, sempre gioiosamente proiettato verso il “domani“, ritrovarsi a ricordare come si stava quando le Kessler erano in televisione è cosa rarissima.
Il ristorante dunque è un vero salto nel passato: dalla scenografia e la cura qui sfiora il dettaglio museale, fino al menù dove svettano piatti in via di estinzione dalle tavole dei ristoranti milanesi.
Piatti che qui vengono invece orgogliosamente ostentati. Non troverete ramen, gazpacho o vellutate a base di radici scandinave. Faranno invece bella mostra vitello tonnato, tagliatelle al ragù, cotolette e ovviamente i salumi serviti senza troppi riverberi linguistici (non cercate lumachine slow food o nomi dei produttori; troverete invece una coppa colma di cipolline e cetriolini a ricordarvi le priorità della cucina di casa).

Poi arriva il caffè, tazzine vuote e moka fumante al seguito e, arrivati al conto, non prima di un bicchierino di fernet gentilmente offerto dalla casa, la magia da “ricerca del tempo perduto” scompare.

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Perchè?

1 il conto non è in Lire ma in Euro (conto a prezzi abbastanza civili comunque)
2 è molto probabile che vostra nonna non vi chiedesse carta o bancomat prima di imboccare la strada di casa.
Superato lo sconforto vale la pena sottolineare ancora la gentilezza del personale in sala e la buona esecuzione dei piatti proposti.
Sentitevi in dovere di:
– sbirciare negli angoli del locale alla ricerca delle tante memorie di un mondo che non c’è più
– accompagnare un piatto di riso e latte con una peroni ghiacciata (cosa che difficilmente avreste potuto fare a sei anni)
ricordare di quanto si stava bene a casa della nonna 
Riso e latte
Via Manfredo Camperio, 6
20123 Milano

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Una milanese a Parigi