Teatro Carcano – Milano
COLPI DI TIMONE
Dal 6 al 10 maggio 2026
Regia di Tullio Solenghi
Interpreti: Tullio Solenghi, B. Moselli, M. Pirovano, C. Benzi, D. Corsetti, S. Moretti, R. Alinghieri
Al Teatro Carcano di Milano abbiamo assistito alla commedia “Colpi di timone”, uno spettacolo diretto da Tullio Solenghi, che ne è anche protagonista. La rappresentazione è andata in scena dal 6 al 10 maggio 2026 e, purtroppo, per quanto riguarda Milano non sarà più possibile vederla in questa stagione. È però probabile che lo spettacolo venga portato in tournée in altre città italiane, perché il successo riscosso e la qualità della messa in scena meritano certamente un pubblico più ampio.
“Colpi di timone” è una commedia legata alla grande tradizione del teatro genovese e porta inevitabilmente alla memoria la figura di Gilberto Govi, che in passato aveva interpretato il personaggio principale con la sua inconfondibile comicità. Tullio Solenghi, genovese come Govi, affronta questo ruolo con grande rispetto e intelligenza teatrale. La sua interpretazione non è una semplice imitazione, ma un omaggio affettuoso e misurato a un grande maestro del teatro italiano. Solenghi riesce infatti a richiamarne il ritmo, le inflessioni, il modo di stare in scena, senza cadere nella caricatura. Per chi, come me, ricorda le commedie di Govi viste in televisione, lo spettacolo ha anche un valore emotivo particolare, perché riporta alla luce un tipo di comicità oggi meno frequente, fatta di tempi precisi, battute efficaci e personaggi costruiti con grande cura.
La vicenda è ambientata nel 1940 e ruota attorno alla figura del capitano Bevilacqua, interpretato appunto da Solenghi. Bevilacqua è un armatore genovese, scapolo, onesto e profondamente legato ai propri principi. È a capo di una piccola flotta di mercantili e rappresenta un uomo concreto, abituato al lavoro, al mare e a una visione della vita fondata sulla serietà e sulla rettitudine. La sua esistenza viene però sconvolta da un equivoco: in seguito a un incidente al timone durante una gita in mare, egli viene indotto a credere, per errore, di avere soltanto pochi mesi di vita.
Da questo malinteso nasce l’intero meccanismo comico della commedia. Il protagonista, convinto di essere vicino alla fine, comincia a guardare con occhi diversi le persone che lo circondano, i rapporti familiari, gli affari e le convenzioni sociali. La situazione, pur partendo da un presupposto drammatico, viene trattata con leggerezza e ironia, secondo la migliore tradizione della commedia classica: il pubblico ride, ma allo stesso tempo è portato a riflettere.
Uno degli aspetti più interessanti dello spettacolo è proprio questo equilibrio tra comicità e riflessione morale. “Colpi di timone” è certamente una commedia divertente, ricca di situazioni esilaranti, equivoci e battute ben costruite, ma non si limita a far ridere. Attraverso il personaggio di Bevilacqua e attraverso le reazioni di chi gli sta intorno, la pièce mostra anche quanto i rapporti umani possano essere condizionati dall’interesse, dall’apparenza e dalla convenienza. La commedia ci porta a comprendere come, nel mondo degli affari e del commercio, siano spesso necessarie — o almeno ritenute tali — una certa dose di falsità, diplomazia e ipocrisia. Il protagonista, uomo diretto e sincero, si trova così a confrontarsi con un ambiente nel quale non sempre la verità e l’onestà sembrano essere i valori dominanti.
Tuttavia, il tono dello spettacolo non diventa mai pesante. La critica sociale è presente, ma viene filtrata attraverso il sorriso. Il pubblico è coinvolto in una storia piacevole, vivace, ben recitata, nella quale ogni personaggio contribuisce a creare un insieme armonioso. Gli interpreti dimostrano grande affiatamento e padronanza dei tempi comici. Accanto a Tullio Solenghi, tutti gli attori offrono una prova convincente, contribuendo al ritmo serrato della rappresentazione e alla riuscita complessiva dello spettacolo.
La sorpresa finale, che naturalmente non va rivelata troppo nel dettaglio, completa la commedia con efficacia e restituisce al pubblico un messaggio chiaro: nella vita non è il denaro il valore più importante, ma la famiglia, gli affetti sinceri e i legami autentici. Dopo tanti equivoci, calcoli e interessi, emerge infatti una verità più semplice e più profonda, cioè che ciò che conta davvero non si misura in termini economici.
Lo spettacolo è stato accolto con grande entusiasmo. Gli applausi sono stati numerosi e pienamente meritati, sia per Tullio Solenghi, protagonista assoluto della scena, sia per l’intera compagnia. La recitazione è stata brillante, precisa e coinvolgente. La regia ha saputo rispettare lo spirito originario della commedia, rendendola però accessibile e godibile anche per il pubblico contemporaneo.
In conclusione, “Colpi di timone” è uno spettacolo riuscito, capace di unire divertimento, tradizione teatrale e riflessione morale. È una commedia che fa ridere, ma che lascia anche qualcosa su cui pensare. Tullio Solenghi conferma ancora una volta la sua grande esperienza e la sua versatilità, offrendo al pubblico un omaggio intelligente e affettuoso al teatro di Gilberto Govi e alla comicità genovese. Il successo ottenuto al Teatro Carcano è stato notevole e assolutamente meritato.






