Le quattro Madonnine di Milano

Pensavate che ci fosse solo un’ unica Madonnina che sorveglia tutta Milano? E invece no…ce ne sono ben quattro!

La più famosa, la prima, fu posta in cima al Duomo nel 1774, sulla guglia principale e per secoli è stato il punto più alto della città di Milano.

La statua realizzata da Giuseppe Perego e dall’orafo Giuseppe Bini raffigura la Madonna Assunta alta 4,16 metri con lo sguardo e le braccia aperte a implorare la benedizione di Dio verso la città.

Il XX secolo vede Milano, centro nevralgico ed economico d’Italia, alle prese con una vera e propria rincorsa verso l’alto alla ricerca di assomigliare sempre più alle metropoli di tendenza d’oltre oceano.
Negli anni ’30 alcuni edifici hanno già superato i 50 metri d’altezza ed altri progetti sono pronti a superare persino i 100. Per paura che la tradizione della Madonnina venga perduta, Benito Mussolini ordinò che fosse fatta una legge per impedire che in città venissero costruiti edifici di altezza superiore alla Madonnina: così i 108,50 metri divennero il limite massimo per le nuove costruzioni.

Dopo la guerra, la legge voluta da Mussolini perse ogni valore, eppure rimase per parecchi anni come patto non scritto tra Comune e Curia. Tutti i nuovi grattacieli di Milano si fermarono così al di sotto della Madonnina.

Il limite dei 108,50 metri, anche se pochi lo sanno, fu infranto nel 1930 con la costruzione della Torre Breda alta 117 metri. Ma solo nel 1960 con la costruzione del Grattacielo Pirelli progettato da Giò Ponti, si raggiunsero i 127 metri con un compromesso. Infatti nonostante l’assenza di un impedimento normativo, la famiglia Pirelli dovette fare una lunga trattativa con la Curia per superare il limite non scritto della Madonnina. Alla fine strapparono l’accordo a una condizione: posizionare sul tetto del grattacielo una copia della Madonnina. Anche se di proporzioni molto più piccole dell’originale, un’ottantina di centimetri, la copia sarà posizionata sul tetto del grattacielo così da poter continuare a proteggere la città dal punto più alto.

Questa notizia fu tenuta segreta ai milanesi che solo negli anni novanta vennero a sapere della presenza di una seconda Madonnina sul tetto del Pirellone.
Il record di altezza del Pirellone restò imbattuto fino al 2010 quando fu superato dal nuovo grattacielo della Regione, Palazzo Lombardia, che supera i 161 metri.

Ancora una volta si dovette mettersi d’accordo con la Curia che, una volta terminata la costruzione, con una cerimonia pubblica, fece collocare una terza Madonnina sulla sommità del nuovo grattacielo.

Posizionare una copia della Madonnina sul punto più alto della città è ormai diventata una tradizione consolidata. Anche all’inaugurazione del nuovo edificio più alto d’Italia, la Torre Isozaki, Torre Allianz, a City Life, sul suo tetto a 209 metri è stata posta una nuova statua della Madonnina. 

Non più per legge ma per tradizione e un pizzico di scaramanzia: si dice che se un palazzo si ergesse al di sopra della Madonnina sarebbe destinato alla distruzione.

Alla Madonnina è dedicata la celeberrima canzone in dialetto milanese

 “O mia bella Madonnina”, scritta nel 1935 da Giovanni D’Anzi.

«O mia bella Madonnina, che te brillet de lontan
tutta d’ora e piscinina, ti te dòminet Milan
sòtt a ti se viv la vitta, se sta mai coi man in man
canten tucc “lontan de Napoli se moeur”
ma poeu vegnen chi a Milan»
«O mia bella Madonnina che brilli da lontano
tutta d’oro e piccolina, tu domini Milano
sotto di te si vive la vita, non si sta mai con le mani in mano
tutti cantano “lontano da Napoli si muore”
ma poi vengono qui a Milano»

Artisall

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