George Eugène Haussmann. Il Barone di Parigi.

Nel corso della storia ci sono stati uomini illustri che hanno lasciato un segno tangibile del proprio passaggio. George Eugène Haussmann è stato uno di questi.

Il suo segno? Aver ridisegnato un’intera città.

Più noto e conosciuto come Barone Haussmann è stata la figura chiave che ha rivoluzionato la pianta urbanistica di Parigi donandole quell’aurea di eterno sfarzo di cui noi tutti oggi godiamo.

Uomo di legge, portato per la carriera prefettizia, iniziò dalla provincia per culminare la sua carriera con la nomina di Prefetto della Senna dal 1853 al 1870, sotto lo sguardo, le direttive e la lungimiranza di Luigi Bonaparte, nipote di Napoleone.

L’ ambizioso imperatore che voleva per la sua Parigi un vero e proprio cambiamento, una rivoluzione, una città nuova degna di essere chiamata capitale.

A metà del XIX secolo il centro storico di Parigi era sovraffollato, pericolo e malsano.

Napoleone III dotato anche di una certa sensibilità oltre ad un nuovo disegno urbano voleva anche che le classi sociali più povere potessero avere delle soluzioni abitative più decorose e vivibili.

Haussmann era l’unico uomo capace di dirigere un’operazione di così ampio respiro. Con il suo rigore e la sua organizzazione avrebbe realizzato qualcosa di davvero unico.

Il suo nome è legato a doppio filo alla storia di Parigi e dell’urbanistica. Durante il periodo in cui visse, l’architettura era subordinata a regole e principi geometrici ma grazie al suo estro si stabilì il così detto “estetico del rettifilio” come base dei criteri di risanamento e abbellimento, adottate poi in seguito anche da altre città europee.

Haussmann era anche un uomo molto curioso e non volle tralasciare in questa trasformazione la parte culturale e storica. Istituì il Service des travaux historiques de la ville, per lo studio e la divulgazione della storia amministrativa e topografica della città di Parigi.

Chiunque visiti questa Parigi non può non notare la grande magnificenza di cui questa città gode. Dove tutto ha una sua proporzione, dove niente è lasciato al caso e dove tutto respira.

La cosa che più mi ha lasciato senza fiato di questa trasformazione?

Un tardo pomeriggio di giugno stavo camminando all’ingresso dei giardini di Tuileries di Parigi. All’orizzonte l’Arco di Trionfo. Davanti a me il viale degli Champs – Elysees e il cielo rosa che faceva da cornice. Per me questa è l’immagine prospettica di Parigi per antonomasia.

Haussmann era stato davvero un uomo all’altezza dell’ambizioso compito!

Vi consiglio di perdervi per Parigi e notare tutti questi scorci e prospettive che vi faranno capire ancora meglio il grande lavoro realizzato solo in diciassette anni.

 

L’importante e Criticata rivoluzione di Haussmann

 

Durante il regno di Napoleone III avvenne una vera e propria rivoluzione urbanistica che avrebbe donato a Parigi il suo fascino senza tempo che la rendono, tra le numerose città europee, quella più ricca di fascino.

Questo ambizioso piano di rinnovamento fu affidato all’urbanista George Haussmann, uomo di fiducia dell’Imperatore.

La “rivoluzione” avrebbe coinvolto ogni aspetto della città; dal verde alle fognature, dai grandi viali alle facciate degli edifici. Uno sforzo immenso che ha visto in soli diciassette anni una città medievale trasformarsi in una capitale, centro di affari, di cultura, del bel mondo ed in seguito del turismo che ha sempre visto una crescita costante.

Parigi era rimasta fino al 1852 una cittadina medievale dai vicoli stretti come labirinti, con case ammassate le une sulle altre e le scarse condizioni igieniche le davano un aspetto sporco e trascurato.

Il sistema Haussmaniano prevedeva l’espropriazione dei terreni e degli immobili per demolirli e ricostruirli attrezzandoli con acqua, gas e fognature.

Sia sull’ Ile de la Cité che nei quartieri centrali, rase al suolo le precedenti costruzioni, per aprire nuovi spazi, tracciati dai grandi viali alberati convergenti a raggiera. Haussmann fu anche l’artefice della straordinaria unità stilistica che caratterizzava le vie della città, poiché creò dei modelli per i palazzi (i materiali usati erano pietra da taglio, tetti di ardesia e balconcini in ferro battuto) e un’altezza massima alla quale conformarsi.

 

I GRANDI RESPIRI DI PARIGI

 

Come abbiamo già detto il nuovo disegno di Parigi era stato studiato per non tralasciare nulla della città. Al tempo gli arrondissement erano dodici. Haussmann ne aggiunse altri otto, incorporando così anche i sobborghi. Vennero tracciate numerose arterie che stupirono i parigini per le loro ampiezze, lunghezze e maestosità.

Venne riqualificato anche il quartiere di Les Halles (mercato generale centrale della città). Vennero ingrandite anche le piazze per poter essere adeguate ai grandi Boulevard.

Ma non poteva esserci grande città senza grandi collegamenti ferroviari. Nel 1855 il barone fece costruire la Gare de Lyon e nel 1865 la Gare du Nord.

Importantissimi dovevano essere anche i monumenti storici. Furono chiamati i più celebri architetti dell’epoca come Charles Garnier che costruì l’imponente quanto eccentrica Operà e Gabriel Davioud che realizzò due teatri gemelli a Place de Châtelet, il Thêatre du Châtelet e Thêatre de Ville. Importanza venne data anche la sagrato di Notre Dame per consentire un’adeguata visione della cattedrale.

Ampio respiro venne dato anche ai parchi e alle zone verdi. Affascinato dai parchi londinesi, si deve a Napoleone III la creazione di molti parchi e boschi. Bois de Boulogne, Bois de Vicennes, i parchi Buttes-Chaumont e Monceau.

 

NON E’ TUTTO ORO QUELLO CHE LUCCICA

Tutta questa smania di voler cambiare gli assetti urbanistici della città furono criticati al tempo che successivamente. Lo stesso Garnier denunciò la monotonia soffocante di un’architettura troppo monumentale.  Non mancarono poi le critiche di politici e scrittori, come Zola che accusarono Haussmann di corruzione e di essersi arricchito con le speculazioni. Molte di queste critiche però risultarono essere fondate, e il Prefetto della Senna finì per cadere, un po’ prima di Napoleone III.

Grazie però alla lungimiranza, allo stile, e alla testardaggine di Haussmann possiamo ammirare una Parigi degna del titolo di capitale.

 

Mariolina

 

 

 

 

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