Il Cavaliere del Monte Pico

C’era una volta un regno che si trovava sulla cima di un monte altissimo dalle pareti lisce e scoscese come una guglia, un luogo protetto e inaccessibile governato da un forte e assai ingegnoso cavaliere: il Cavaliere del Monte Pico. Fin da bambino si era distinto per la sua intelligente abilità grazie alla quale trovava una soluzione anche nelle situazioni più complicate.

Il regno era collegato alla terra sottostante da una lunga scala mobile dotata di comode poltroncine per godersi il panorama durante la salita. Ci voleva più di un’ora per raggiungere la vetta e lo stesso tempo per scendere. Il Cavaliere però aveva inventato un meccanismo per cui il viaggio, in casi di emergenza, poteva durare solo tre secondi. Bastava inserire una chiave lucente dai riflessi d’argento nell’apposita serratura e si volava giù in un batter d’occhio.

Dal Monte Pico la vista era uno spettacolo continuo, ci si svegliava immersi in albe rosa e arancioni ed era il punto migliore per guardare le stelle. Da lassù si riuscivano a scorgere anche i regni più lontani in giornate di vento, si controllavano i mari e si avvistavano le navi appena salpate.

Il sole dava il suo primo bacio al Monte Pico prima di abbracciare il mondo con i suoi raggi.
Un giorno d’inverno però accadde qualcosa che nessuno aveva previsto: un grosso nuvolone si fermo appena sotto la vetta della montagna e lasciò cadere tanta acqua che Monte Pico sembrava un lago.

Il Cavaliere studiò giorno e notte la situazione finchè trovò la soluzione. Progettò e costruì un enorme ventilatore e lo puntò verso il cielo. Il forte getto d’aria spinse in alto il nuvolone che finalmente riuscì a superare la montagna e volò lontano.

Fieri del loro Cavaliere gli abitanti del Monte Pico si diedero un gran da fare per ripulire e sitemare il regno e quando tutto fu a posto organizzarono una grande festa con giochi e spettacoli. I pasticceri si unirono per preparare una frittella gigante con gocce di cioccolato che fu posta nella piazza principale e gustata da tutti.

Furono tre giorni e tre notti allegri e festosi e anche i più piccini hanno imparato che a volte per salvare un regno occorre soltanto… un po’ di ingegno!
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