Jhon ed il Pianeta Arancione

Moltissimi anni fa nell’universo si formò una nuova galassia e un’esplosione al suo interno fece nascere un pianeta molto speciale: il Pianeta Arancione.
Jhon fu il primo astronauta a mettervi piede.
Quando sulla sua rotta vide il nuovo Pianeta, il suo cuore si riempì di gioia: sarebbe stata una fantastica scoperta!
Si avvicinò cauto, prese il suo zaino con tutto il necessario per la missione e si preparò a scendere.
Quando la porta della navicella si aprì un bagliore lucente dai toni arancioni lo avvolse e si sentì subito bene.
Tutt’intorno era avvolto da una nebbia fine, che a poco a poco si diradava.
Davanti a sé vide una specie di grotta e si addentrò.
Sfiorò con un dito le pareti: erano di ghiaccio, ghiaccio arancione e al tocco caldo della mano una gocciolina, come rugiada, scese lentamente.
Lungo il tunnel, Jhon notò del fori nelle pareti, grandi poco più di una noce, si avvicinò per guardare…
Spuntò in quell’istante un esserino blu trasparente con un grande sorriso, tondo e morbido, come fosse fatto di gelatina.
Ciao” pronunciò Jhon al volo, sbalordito da quello strano incontro.
Ciao” disse l’esserino con una vocina acuta e metallica e all’unisono si unirono altre vocine che sussurrarono “Ciao“!
Tanti esserini uguali al primo stavano uscendo dai buchi delle pareti di ghiaccio e salutavano Jhon allegramente.
Wow” pensò l’astronauta, extraterrestri in carne ed ossa! E pure simpatici!
“Io sono Jhon” continuò più a suo agio “E voi chi siete?”
Ciao” risposero tutti in coro.
Ho capito” disse allora Jhon “E’ l’unica parola italiana che conoscete!“.
I piccoli sorrisero in segno d’intesa, poi si avviarono nel tunnel rotolando e saltellando come palle di gomma e Jhon li seguì.
Sbucarono in un meraviglioso villaggio tutto sui toni dell’arancione chiaro, scuro, lucido, opaco, brillante, ruvido, liscio…
Vi erano casette tonde come iglù, stradine che congiungevano una casa all’altra fatte di ghiaccio lucido come uno specchio su cui circolavano macchinine a uovo velocissime.
Jhon restò a bocca a aperta gustando la serenità di quel luogo lontano anni luce dalla Terra.
Il sorriso accattivante degli abitanti del Pianeta Arancione, così lo chiamò l’astronauta, era l’inequivocabile segno che in si viveva in pace e in armonia.
Jhon tirò fuori dallo zaino il suo diario e cominciò a scrivere questa storia, restò lì molto tempo per comprendere le abitudini di quegli esserini blu e poterle raccontare al suo ritorno.
 A proposito: Jhon non è ancora tornato, noi lo aspettiamo e intanto gli mandiamo il nostro caloroso saluto:    °Ciao°!

 

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