Il maschio italiano e la moda: errori estivi da non commettere.. MAI!

Il maschio italiano in vacanza va a rompere tutti i luoghi comuni della sua presunta eleganza che sfoggia durante l’inverno a partire dai completi d’ordinanza per l’ufficio fino ad arrivare agli outfit casual chic per il week end.

Una volta, appena si vedeva qualcuno indossare bermuda/sandalo/calzino/marsupio si pensava subito al crucco o all’inglese sciatto, la moda del resto nasce in Italia…

Invece no, il vero protagonista in assoluto é lui: l’italiano medio.

Quando é in vacanza, qualsiasi data abbia scelto, da luglio a settembre, é capace di tirare fuori il guardaroba più improbabile e assurdo che nasconde nell’armadio.

Il problema grave è che spesso indossa queste “mise” anche se rimane in città il che è ancora più deprimente sia per la povera fanciulla che ha a fianco, sia per gli occhi di una come me che è abituata a osservare (e ammetto quando serve criticare ) tutto.

Ma vediamo quali sono questi capi da me banditi, che toglierei da qualsiasi negozio e produzione: le canotte sportive, quelle che si usano in palestra non tanto perché sono funzionali e traspiranti ma perché lasciano vedere il muscolo gonfiato, magicamente vengono sfoggiate per andare in giro a muscolo a riposo (anche senza muscolo che è la morte sua).
Le magliette taglia unica con le scritte più cretine o quelle comprate in qualche località estera che ho sempre detestato, a girocollo e nei casi senza speranza con scollo a V.

I pinocchietti. Ecco io li classificherei come un crimine all’umanità, non stanno bene a nessuno, uomo o donna che sia, nemmeno a quelli altissimi figuriamoci a quelli sotto il metro e settanta. Il pinocchietto spezza qualsiasi gamba, se poi ha le tasche laterali é veramente un attentato all’eleganza.

Le infradito tanto amate ormai non vanno più di moda neanche in spiaggia, certo non saranno mai terribili come lecrocs che ammetto solo in rarissimi casi ovvero sui piedini dei bambini entro e non oltre il numero 16.

 

E poi ci sono due oggetti che davvero, se fossi uomo non indosserei neanche con una rivoltella puntata alla tempia: il borsello e/o il marsupio.

Possono anche essere lanciati dalle più grosse firme ma anche NO, non li userei neanche per mettere dentro i sacchetti  e i premietti per il cane.

Il maschio italiano medio invece non vede l’ora di abbinarli ai suoi pinocchietti, magari bianchi, alla sua canotta e/o maglietta sopra descritta, alla bella ciavatta, scritta volutamente con la lettera V per declassarla ancora di più.

Sono casi umani da studiare, non so quale sia la figura più indicata per aiutarli, forse un bravo analista: si perché la scelta di indossare questi capi secondo me è un trauma subito da piccoli. O forse è anche vero che i genitori sono il nostro primo esempio perciò se sono così, vuol dire che ci sono generazioni di marsupi e borselli che si tramandano.

Nel 2017 questi “modelli” girano anche in città conciati così, magari vanno anche a lavoro. Lo scrivo perché tante volte guardandomi in giro e vedendo abbinamenti bizzarri mi son sempre chiesta: “ma tu che lavoro fai per conciarti così?”
Io sono un’esteta, mi piace l’eleganza non ostentata, mi piace essere in ordine e vedere le persone in ordine. Mia nonna mi diceva sempre : ” si va a letto eleganti e con una goccia di profumo tra i capelli“.

Mia madre, invece, donna ironica con classe da vendere mi diceva sempre: ” se non si conciassero così non li guarderebbe nessuno” e aveva ragione.
Per fortuna esistono ancora specie quasi in estinzione di uomini eleganti, teniamoceli stretti e appena ne avvistiamo uno, guardiamolo a lungo per riempirci gli occhi.

Bene, dopo questa mia lunga descrizione mi auguro che il buon gusto ed eleganza siano sempre con voi.

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