Sarto per signora al Teatro Manzoni di Milano

Ieri sera la redazione milanese ha fatto un salto in … rue de Milan, nel cuore di Parigi, gentile ospite della sartoria di Monsieur Macchièéé ed ei suoi improvvisati avventori.

Ed è con sadico voyerismo che abbiamo assistito alle tragicomiche vicende dei coniugi Moulineaux, Bassinet e Aubin, ridendo moltissimo delle acrobazie fisiche e mentali che gli allegri protagonisti di questa attualissima storia di corna e riconciliazioni hanno dovuto affrontare.

Si perché, lo scomposto e trafelato dott. Moulineaux, reduce dall’ennesima scappatella coniugale non immaginava che quella mattina sarebbe rimasto chiuso fuori casa … e che l’algida moglie Ivonne, accortasi della sua assenza, non avrebbe creduto alla storia della finta festa organizzata per “vegliare” tutta la notte il povero Bassinet, ormai prossimo alla morte … anche perché, di lì a poco, ecco presentarsi in casa Bassinet  vivo, vegeto ed in ottima e stralunata forma!

Insomma, ci siamo sinceramente divertite ed alla fine abbiamo ci siamo unite agli applausi a scena aperta che il  caloroso pubblico del teatro Manzoni ha riservato a tutti gli artisti.

Nei panni del protagonista della vicenda un più che collaudato Emilio Solfrizzi, grande interprete di ruoli brillanti oltre che drammatici che, una volta di più, conferma una grande versatilità e innegabili doti di caratterista.

Il suo sig. Moulineaux/Macchièéé è esilarante, sempre credibile nell’assoluta incredibilità delle situazioni in cui si ritrova. Non da meno il resto del cast, che non sfigura accanto al mattatore Solfrizzi, anzi contribuisce a pieno titolo a creare un ensemble affiatato e un meccanismo scenico che ci sembra ormai consolidato e ben oliato.

La messa in scena può sembrare tradizionale ma la scelta linguistica prevale e prevarica su tutto, liberando questa piece, di per sé datata, da ogni possibile connotazione spazio temporale. Feydeau scriveva pensando a Parigi, all’Opera ed alle poco illuminate vie di Montmatre… Noi ci siamo ritrovati di fronte un’italietta borghese, dalla strana moralità e un po’ cafona … in cui il fedifrago Moulineaux parla pugliese, il cornuto e cornificato Aubin è un rozzo e paffuto calabrese sposato ad una formosa fatalona, che sembra uscita da un film di Fellini.

Le donnine appariscenti e sbriluccicose parlano napoletano (lo disse anche la Loren in un’intervista, “sono di Pozzuoli, mi piacciono le cose che brillano”) e le suocere sono arpie, madri rapaci di consorti afone e sottomesse seppur perfette nei loro tailleur stile Milanobene anni50. La servitù è fondamentale per tutti gli snodi comici, astuta e distinta, un po’ lunatica ma sempre garbata, ci ha riportato alla mente le piume e i lustrini della Cage aux folles.

E naturalmente, non poteva mancare uno stralunato e tenero neo – palazzinaro, che di nulla si accorge nè si interessa particolarmente … intento solo a far fruttare gli immobili appena ereditati.

Con

EMILIO SOLFRIZZI

DI GEORGES FEYDEAU

TRADUZIONE, ADATTAMENTO E REGIA VALERIO BINASCO

CON VIVIANA ALTIERI, ANITA BARTOLUCCI, BARBARA BEDRINA, FABRIZIO CONTRI, CRISTIANO DESSÌ, LISA GALANTINI, SIMONE LUGLIO, ELISABETTA MANDALARI

Dal 13 ottobre 2016 AL 30 ottobre 2016.

Teatro Manzoni di Milano, Via Alessandro Manzoni, 42, 20121 Milano

Dal martedì al sabato: ore 20.45

Domenica: ore 15.30

durata: 120 min

 Georgette

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