Arancia meccanica al Teatro Carcano di Milano!

Siamo state invitate al teatro Carcano per assistere alla prima di Arancia Meccanica, la nuova produzione di Fondazione Teatro di Napoli -Teatro Bellini di Napoli, per la regia di Gabriele Russo.

Testo celeberrimo da cui è stato tratto un altrettanto celeberrimo film negli anni settanta e che oggi rientra nella classifica dei primi 100 film statunitensi di tutti i tempi.

Pensiamo proprio al film nel mentre ci accomodiamo sulle comode poltroncine del teatro ma, giusto il tempo che calino le luci, e ci rendiamo conto che quello che ci aspetta è qualcosa di ancora diverso ed altrettanto spettacolare, seppur fedele ai nostri ricordi.

Veniamo immediatamente catturati da musica e luci che, su una scena buia ed essenziale, ci catapultano in una dimensione senza spazio e senza tempo.

Proprio la scelta dei suoni e dei colori contribuisce a creare la dimensione onirica ricercata dal regista, che guida la messinscena come se tutto si svolgesse nella mente distorta (e distopica, naturalmente) del suo protagonista.

Davanti a noi una sorta di musical horror in cui i movimenti scenici e la maestria attoriale restituiscono, con gesti misurati e precisi, l’atmosfera di estrema violenza che caratterizza le situazioni vissute dai protagonisti.

Le scene si susseguono veloci, ormai siamo prigionieri di una realtà parallela, in cui i letti possono stare appesi ad un soffitto senza che ciò renda meno reale e credibile l’azione che si svolge sulla scena.

Unica ombra che, da profane assolute, ci sembra di ravvisare su un lavoro che comunque non è da meno rispetto agli illustri predecessori, riguarda la scelta del linguaggio.

Burgess aveva creato uno slang, il nasdat appunto, per dare ancora più spessore alla natura violenta ed estrema dei propri personaggi.

Oggi quella lingua appare troppo lontana dalla realtà perché possa svolgere la stessa funzione e finisce per essere un limite alla comprensione di un lavoro in sé completo e ben fatto e recitato.

Forse avrebbe meritato una riflessione in più la scelta di riproporla (anche se, lo sappiamo, un “drugo” non può diventare un “cumpa”) oppure trovare un qualche artificio che rendesse al pubblico più semplice afferrarne il senso.

Bravissimi comunque gli attori per il quali il linguaggio non è mai stato un ostacolo, e che sono stati bravissimi a rendere credibili e realistiche situazioni raccontate utilizzando vocaboli del tutto incomprensibili ai più (nonostante il glossario distribuito all’ingresso e che al buio non si riusciva a leggere).

 Arancia Meccanica

di Anthony Burgess

Con Daniele Russo nel ruolo di Alex

Musiche Morgan

Regia Gabriele Russo

Al Teatro Carcano di Milano

 

Georgette

 

arancia meccanica_foto francesco squeglia_ridotta

Annunci

I commenti sono chiusi.